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Breve biografia della signora Carla Faconti, fondatrice di un´opera  caritativa per soccorrere i poveri della città di Palermo: "il Centro d´Amore di Gesù".
Chi é Carla? Una mamma di famiglia,una casalinga apparentemente senza grandi capacità se non una grande fede e un corredo di sofferenze interiori ed esteriori.
Carla Faconti nasce nel 1927,in territorio oggi sloveno allora italiano, a Ranzano in provincia di Gorizia.
Suo padre è un ufficiale siciliano ma che per la sua carriera gira tutta la penisola. Egli ha sposato una milanese che educherà,con il marito,i figli a una grande fede.
Fin da piccola Carla, pur vivendo una vita serena e agiata, è segnata spesso dalla malattia e si troverà più di una volta in fin di vita.
Guarita, miracolosamente all´età di otto anni dalla malaria per intercessione della Madonna,da bambina ha sempre uno spiccato amore per la gente povera e pur vivendo fra le agiatezze e in un giro di persone dell´alta società lei preferisce chiamare attorno a sé i bambini poveri dei dintorni. Dona loro dei dolci,di cui si priva,va a prendere alla sua casa delle uova, del lardo o altro per sfamarli e li riunisce per farli pregare dinanzi una grotta della Madonnina fatta con le sue mani, li copre al capo con piccoli veli e li fa  cantare: " Lodate, lodate Maria".
Un giorno si accorge che una bimba non ha il velo perché  molto povera, và a casa e taglia di nascosto il velo dalla culla del suo fratellino e tutta felice lo porta alla bambina, scontando poi questa marachella con un castigo da parte della madre.
La sua famiglia si è trasferita intanto dal nord Italia in Sicilia, a Caltanissetta. L´infanzia e la spensieratezza durano poco perché si sposa in  giovanissima età e dovrà affrontare le responsabilità di una famiglia composta da ben quattro figli, di cui uno a causa di una malattia, diverrà sordomuto e avrà il dolore di doversene distaccare, per fargli frequentare un collegio speciale.
Il marito svolge l´attività di amministratore delle miniere di zolfo del principe di Trabia.
Carla preferisce alla vita dorata dei principi, fatta di ricevimenti e balli, la vita umile dei minatori restando vicina alle loro spose e bambini interessandosi di essi e beneficandoli. A volte si è trovata a correre e a piangere con loro, quando qualcuno dei minatori non risaliva più vivo dalle gallerie franate della miniera.
All´età di 38 anni le viene diagnosticata una grave forma di sclerosi coronarica che ben presto l´avrebbe portata alla tomba.
Una notte sogna la Madonna che le dice: "vieni, vieni da Me a Lourdes, Io ti guarirò".
Risoluta,parte sfidando il divieto dei medici e dei parenti; con gioia arriva alla grotta e le sembra che la statua della Madonna le sorrida.
Si immerge nella vasca dove non sente il gelo dell´acqua che le sembra calda e ne esce completamente risanata, lasciando stupiti i medici di Lourdes e di Palermo che non trovano più traccia del suo male. Riprende la sua vita di mamma di famiglia.
Altre due volte la morte si presenterà all´appuntamento con lei nel corso degli anni, prima con una forma di leucemia e poi con un aneurisma addominale, ma una mano invisibile e materna tornerà a riportarla alla vita.
Carla si chiederà spesso il perché di questi interventi soprannaturali e si interrogherà sul senso della sua vita: <cosa vuole da me il Signore per farmi tornare indietro quando giungo alle frontiere della mia esistenza?>ma le risposte sembra che non le arrivino neppure dal volgere degli eventi della sua vita: la sua casa si spopola e rimane sola, i figli si sposano, le muore il marito dopo un calvario di terapie tra Palermo e Roma per combattere un brutto male, poi perde la mamma e una sorella maggiore che erano per lei i suoi due angeli custodi.
La solitudine scende su di lei come una cappa di piombo; sono delle prove con cui il Signore la prepara ad un cammino nuovo che lei ancora non intravede.
Ella per distrarsi va a lavorare come socia in un negozio di gioielleria, ma pian piano sente il disgusto delle spese futili e vane di gente che spende ingenti somme di denaro per frivolezze, quando tanti poveri non hanno neppure di che mangiare.
Un giorno, recandosi in pellegrinaggio in un luogo di apparizioni mariane, Carla si sente felice quando una misteriosa Signora la invita ad aiutarla a fare le pulizie di quel luogo. Ella non esita, dice di sì e la Signora le dà una scopa un secchio e lei trascorre delle ore intense a fare le pulizie pregando e aiutando quella signora che ogni tanto le sorride, ma che al termine dei lavori scompare facendo perdere le sue tracce.
Ella dopo non molto tempo lascia quel negozio di gioielleria e  sente pure l´esigenza di togliersi di dosso tutti gioielli che solitamente indossava e che tanto le piacevano.
Ispirata dalla Madonna, compie risolutamente questo gesto, lasciando solo al dito un anello col segno della croce. Intanto il Signore, pian piano, la conduce là dove voleva vedere sorgere un´opera per gli ultimi della città.
Dai quartieri della "Palermo-bene" Carla approda nella zona popolare di via Marinuzzi dove l´avevano invitata a un incontro di preghiera che si teneva in un garage un po´ squallido,al civico 22, frequentato da persone semplici, umili,qualche ammalato  su sedia a rotelle e altri sofferenti nel corpo e nello spirito.
Carla si sente attirata fortemente da quel luogo che non ha nessuna apparenza o bellezza estetica.
Lei, frequenta gli incontri settimanali di preghiera e chi è proprietario di quel luogo le dà carta bianca di sistemarlo a suo piacimento.
Lei lo pulisce, lo abbellisce e fa installare una piccola grotta di Lourdes con la Madonnina e Bernadette ricordando il miracolo ricevuto anni prima che le ha ridato la vita e la possibilità di operare per Dio e per il prossimo.
Infatti, quando quel luogo è diventato bello e accogliente. Mentre lei prega un giorno le sembra di sentire che la Madonna le chieda: "vuoi diventare la madre dei poveri della tua città?" La sua risposta è immediata e risoluta e comprende che deve darsi da fare per iniziare un´opera per sfamare tanti poveri che, anche se in una città opulenta, non hanno di che mangiare.
Un giorno, mentre Lei è alla guida della sua macchina vede un ragazzo extracomunitario che chiede l´elemosina ad un semaforo.
È spastico, cammina a sbalzi ondeggiando sulle gambe malferme. Da una macchina alcuni giovinastri lo scherniscono e poi lo spingono facendolo cadere a terra ridendo e sghignazzando.
Carla vedendolo caduto sull´asfalto si ferma sconvolta e le sembra di vedere il Cristo maltrattato, schernito e riverso a terra nella via Crucis.
Si reca subito dal suo padre spirituale che le dice: "questa è un´altra cosa che Gesù ti ha messo dinanzi ai tuoi occhi, tu ti senti di prenderti cura di questo ragazzo un po´ come se lo adottassi?" <si!> risponde Carla risoluta "e allora và, vallo a cercare ! ".
Carla non perde tempo e ritorna a quel semaforo lo chiama e si interessa di lui, và a comprargli del vestiario perché si accorge che ha la camicia stracciata e,della roba da mangiare. Andrea, così si chiama, é il primo povero di una lunga serie che assisterà Carla e da quel giorno non l´ha più lasciato. Ogni giorno scende da casa sua con del cibo che ha preparato per lui e glielo porta. Andrea comincia a frequentare il locale di via Marinuzzi a cui è stato il dato il nome di "Cenacolo del Cuore immacolato di Maria" e a fraternizzare con le persone che lo frequentano, notando la differenza con la gente di strada che lo evita,lo rifiuta, lo schernisce.
Nel cenacolo ha trovato tanti fratelli, in Carla ha trovato una seconda madre!
E qualche anno più tardi lui chiederà di farsi battezzare per diventare cristiano e ricevere i sacramenti come gli altri fratelli.
Intanto Carla per rispondere a quell´ispirazione di dedicarsi ai poveri della città si dà subito da fare e chiede udienza al sindaco  che l´ascolta con simpatia e le fornisce degli indirizzi quali: la Croce Rossa e vari benefattori perché possa iniziare quest´opera.
Carla non perde tempo: ottiene i primi rifornimenti alimentari e dona tutto ai poveri.
Chi è proprietario del cenacolo le offre la possibilità di ospitare in quegli stessi locali l´opera di raccolta e distribuzione dei viveri e del vestiario alternando gli incontri di preghiera con le attività caritative.
Era disegno e volere di Dio che, in quello stesso luogo ricevessero sollievo sia le anime che i corpi, gli affamati della parola di Dio e quelli privi di sostentamento materiale !
Così Carla,da oltre venti anni,ogni settimana alza la saracinesca di quello che era un garage e una folla di povere creature che si ingrossa sempre di più,l’aspetta per la distribuzione di abbondanti pacchi con ogni ben di Dio.
Quante volte gli scaffali con le provviste si svuotano lasciando Carla  e i suoi collaboratori in trepidazione per quel che dovranno dare la prossima settimana !
Carla guarda il gran quadro di Gesù della misericordia per chiedergli aiuto e sente come se le rispondesse: "donna di poca fede!" E arrivano inaspettatamente le provviste per far fronte alla nuova distribuzione settimanale.
Questa situazione altalenante degli scaffali delle provviste si verifica ancor più frequente in questi ultimi tempi in cui alle 450 famiglie assistite da Carla si sono unite le richieste di due case-famiglia che in assenza dei contributi vengono a bussare alla porta di Carla.
Più si dà a loro, privando apparentemente gli altri, più aumenta in pari proporzione l´afflusso dei viveri che i volontari che, collaborano Carla vanno a raccogliere nei supermercati pregando i clienti di lasciare all´uscita qualcosa per sfamare gli indigenti.
La generosità del popolo palermitano è proverbiale, specie nei quartieri più poveri dove arriva " l´obolo della vedova" del Vangelo.
Carla accoglie tutti i suoi poveri con amore; sono donne che hanno i mariti in carcere o che le hanno abbandonate con tanti bambini, sono ragazze madri, ex drogati, ex prostitute. Una di esse ha detto a Carla: <nessuno mai mi aveva baciato con tanto amore come lei, neppure mia madre!> Ogni anno per il Natale e la Pasqua Carla tiene una grande festa con gli addobbi più belli per donare panettoni, spumante, giocattoli a tutti i suoi poveri e nel contempo ci si scambia gli auguri con la Santa messa che fino a due anni fa, veniva sempre a celebrare il cardinale Salvatore Pappalardo che lasciava a Carla di nascosto una busta con una generosa offerta.
Un distinto signore di Palermo,è venuto al cenacolo   per donare a Carla due pregevoli statuette di santi per ornare quel luogo; quel signore è oggi un alta carica della Repubblica ma non ha dimenticato di aiutare Carla... come tanti generosi benefattori.
Una sera le telefonò il parroco di Danisinni,uno dei quartieri più depressi di Palermo, dicendo che aveva urgenza di mandarle uno dei suoi poveri.
Un volontario a tarda sera si recò al cenacolo per accoglierlo e sentì dirsi che quella sera quell´uomo si era seduto a tavola con i suoi cinque figli ma non avevano nulla da mangiare.
Ci ha fatto ricordare quella parabola del Vangelo in cui si parla di uno che ha un amico e va da lui a mezza notte a chiedergli del pane e quegli si alza per la sua insistenza e gliene dà quanti ha  di bisogno.
Una mamma ha confidato la Carla di spalmare sul pane dei suoi bambini lo sciroppo dolciastro della tosse per dargli l´illusione di una marmellata che non poteva procurargli e a scaldare dell´acqua da mettere nelle tazze al posto del latte che non aveva.
Carla ha telefonato subito,a delle ditte per farsi donare marmellate, nutelle, e quel latte che mancava in quella casa.
Non sempre riceve generose offerte ma anche incomprensioni, indifferenza e ostilità, ma lei va avanti con una fede incrollabile e con i suoi anni che avanzano.
Ma inspiegabilmente quando và al cenacolo per pregare e lavorare per i poveri ha la forza e l´energia di una ragazza per poi, tornando a casa, essere preda di sofferenze, acciacchi, malesseri, e anche prove e  dispiaceri che sono il dono più prezioso che Dio dà a coloro che vuol partecipi delle sue beatitudini.
E proprio lì al cenacolo, si presenta tutta la gamma delle beatitudini evangeliche: dagli ammalati che vengono a pregare, agli affamati e agli assetati, ai carcerati ai loro familiari che tutti accoglie" Il Centro d´ Amore di Gesù" aprendo le braccia della misericordia su tutta questa folla di sofferenti e derelitti e non lasciando nessuno a mani vuote.
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